Io non sono Stato – Liberal Camp 2015

Per il secondo anno consecutivo, il XX settembre, a Torino, diverse decine di persone si sono riunite per due giorni di dibattiti e approfondimenti.

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Siamo un gruppo di inguaribili sognatori e di folli visionari animati da passione pura e incontrollabile per tutto ciò che di bello si può trovare nell’esperienza umana.

Non vogliamo rassegnarci all’avanzare del brutto che invade la vita di tutti i giorni, entra nelle nostre case e si insinua nei nostri cuori.

Non vogliamo abituarci al brutto, al disprezzo dell’umano, al sentire preconfezionato che ci rende tutti uguali e incapaci ormai di ragionare, di leggere la realtà con i nostri occhi ma sempre e solo attraverso gli occhiali del conformismo e del consumismo.

Non vogliamo sottostare a logiche di potere che direzionano il nostro modo di pensare.

Vogliamo essere liberi nel pensiero e nelle azioni, capaci di dare un significato profondo al nostro vivere insieme, vogliamo recuperare quei valori etici che continuiamo a sacrificare in nome di pseudo valori che non ci appartengono, vogliamo condividere un sogno.

Siamo persuasi che il bello sia intorno a noi e vorremmo dare il nostro contributo per creare un’abitudine alla bellezza affinché il riconoscerla diventi linfa vitale per il pensiero critico e attraverso il confronto si torni a pensare insieme un nuovo Rinascimento, una rinascita delle coscienze e un primo passo verso un nuovo progetto di vita sociale.

Così si auto presentano i promotori dell’iniziativa torinese.

Una delegazione di Vespero ha partecipato ed ha preso parte al dibattito in materia di riforme costituzionali.

Le impressioni che ci sentiamo di condividere sono verdi di speranza. Il Liberal Camp si presenta come l’unica iniziativa nell’area liberale in grado di fare gruppo, comunità. È questa, ad opinione di chi scrive, la principale nota di merito da attribuire ai promotori.

I social media rappresentano una grande innovazione ma non saranno mai paragonabili ad un duro e sano confronto vis a vis. Al Liberal Camp si sono scontrate diverse visioni e strategie per fare sintesi, si è discusso – a volte litigato – ma si sono gettate le basi per la costruzione di una comunità.

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Ciò non toglie che nel dibattito politico-culturale continui a mancare un autorevole punto di vista liberale o modernizzatore fondato sui principi di libertà e responsabilità individuale, governo limitato e concorrenza.

L’iniziativa torinese ha il merito di gettare le basi per la costruzione di una rete di individui in grado di dar vita a quel soggetto in grado di difendere, con metodo serio e rigoroso, i predetti irrinunciabili principi.

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Nel 2016, come da due anni a questa parte, Piacenza sarà presente e cercherà di contribuire alla costituzione di questa bellissima comunità fatta di individui innamorati della libertà.

Fabio Callegari

Francesco Fulchieri

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