“Io non voglio fallire!” E voi?

I prestigiosi ambienti di Palazzo Costa e la rilevante partecipazione da parte del pubblico hanno fatto da cornice al terzo incontro organizzato dall’Associazione Vespero lo scorso 27 Febbraio.

A dare lo spunto una storia vera, quella dell’imprenditrice veneta Serenella Antoniazzi, descritta nel suo libro IO NON VOGLIO FALLIRE!

Insieme al padre e al fratello, Serenella gestisce AGA, una piccola azienda nel settore del legno; i suoi clienti sono alcuni dei più noti produttori di mobili del nord-est. Ed è proprio uno di questi che, dopo averla allettata con ordinativi importanti, tutti puntualmente consegnati, metterà nei guai l’azienda di Serenella prima con continue richieste di dilazione e rinegoziazione dei pagamenti e, successivamente, letteralmente sparendo a seguito di un fallimento dai contorni estremamente opachi.

La storia dell’AGA di Serenella Antoniazzi accende un faro sulla debolezza delle piccole impresa nel rapportarsi con le grandi realtà industriali, sulla sordità del fisco nei confronti degli imprenditori in difficoltà ma soprattutto sull’inadeguatezza dell’attuale legislazione in materia di fallimenti e concordato fallimentare, come ha indicato anche Ildebrando Lava, presidente di Confartigianato San Donà di Piave (VE), ospite dell’incontro.

Due i punti deboli, ampiamente descritti dal giudice Roberto Fontana, attuale Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Piacenza ma con una significativa precedente esperienza come Giudice Fallimentare presso i Tribunali di Monza prima e Milano poi, nonché autore della postfazione del libro dell’Antoniazzi.

In prima istanza la mancanza di strumenti ed organismi aventi la capacità di intercettare preventivamente eventuali situazioni di deterioramento nelle condizioni economiche di un’azienda, in modo da prevenire l’estensione del dissesto oltre le soglie accettabili del risarcimento in caso di fallimento.

A seguire, l’alleggerimento delle pene nei confronti dei reati normalmente connessi al verificarsi di un fallimento – tipicamente, il cosiddetto falso in bilancio – che ha permesso, se non addirittura incentivato, l’utilizzo quasi sistemico e pianificato del fallimento come strumento per accedere a rendite certe, a tutto danno di imprenditori inconsapevoli e anche del fisco, visto che quest’ultimo risulta essere tuttora la vittima più colpita in termini economici dai fallimenti societari.

È stato successivamente il turno dell’on. Cosimo Maria Ferri, magistrato e sottosegretario al Ministero della Giustizia, ad illustrare i punti principali della riforma in corso di definizione sul diritto fallimentare e rispondere alle numerose osservazioni e domande provenienti da un pubblico estremamente vivace e partecipativo, al punto da far sì che la durata dell’incontro si protraesse ben oltre le due ore inizialmente preventivate.

In particolare, proprio la presenza di un esponente di spicco dell’attuale governo, peraltro molto conosciuto nel nostro territorio, ha dato occasione a numerosi presenti di avanzare le proprie istanze anche su argomenti non centrali rispetto al tema dell’incontro: è il caso della presidentessa dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza che ha richiesto il rinforzo degli organici presso il locale Tribunale oppure del sindaco di un importante comune della provincia che ha lamentato le difficoltà da parte della sua amministrazione a svolgere le proprie funzioni vista la limitatezza dei fondi e i vincoli introdotti dalla legge di stabilità, particolarmente per quanto riguarda gli organici.

L’incontro si è chiuso con l’accorato appello di Serenella Antoniazzi al governo e all’autorità fiscale affinché mettano in campo strumenti, quali moratorie e rimodulazione del debito nei confronti del fisco, che consentano all’imprenditore in difficoltà di riemergere dalla situazione di dissesto e riprendere così a svolgere la propria funzione, permettendo tra l’altro la salvaguardia dei posti di lavoro ed evitare il ricorso agli ammortizzatori sociali per l’integrazione del reddito venuto meno.

Sono sicuramente parecchi gli spunti di riflessione che questo evento ha lasciato ai partecipanti: dalla sensibilizzazione verso i problemi in cui versano molte aziende medio/piccole, particolarmente in comparti in cui i morsi della crisi si sono avvertiti in modo più marcato, ai limiti dell’attuale legislazione in materia di fallimento e concordato fallimentare e ai tentativo di migliorare una legge che, dopo le riforme del 2002 e del 2006, ha di fatto depauperato l’azione dello stato in fatto sia di prevenzione che di repressione dei reati commessi in quest’ambito.

Vespero continuerà a seguire con estremo interesse la vicenda di Serenella Antoniazzi e tutti gli sviluppi che questa vicenda, inizialmente una delle tante a carattere locale ma poi assurta a caso di rilevanza nazionale, assumerà nei prossimi mesi.

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