Siamo andati al Laboratorio LibDem: tutte le foto dell’Eugenia

Sabato una piccola rappresentanza di Vespero è andata a Milano al Laboratorio LibDem. Organizzato, tra gli altri dal media di riferimento dell’Area: Strade, presente con i fondatori e molti degli autori che si sono succeduti in questi mesi sulle sue pagine.

Tanto per inquadrare la giornata, ospitata alla Fonderia Napoleonica Eugenia, si può dire che sia suonata la campana dei diritti civili per l’area liberale.

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Tra i tanti argomenti su cui si puntava a consociare singoli e comunità i diritti civili, data la loro attualità, sono stati sulla bocca di tutti, per una volta prima dei soliti aspetti economici.

Il primo intervento, subito dopo i saluti di apertura di Benedetto Della Vedova, è stato proprio incentrato sull’importanza di mantenere alta l’attenzione sul razzismo.

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Ancora molti non possono esercitare i propri diritti e i nuovi populismi incentrati sulla paura mettono in ulteriore pericolo la strada intrapresa. Silvia Enrico ha stupito la sala con una performance di taglio teatrale, molto impattante, ricordando ai presenti che c’è sempre un “diverso” a cui si nega ciò che consideriamo un “diritto acquisito”. Tra ipocrisie attuali ed evoluzioni rispetto al passato.

Anche altri interventi della mattinata sono stati “contaminati” da questa visione, confrontandosi su barriere, immigrazione, demografia, economia e, infine, innovazione.

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Interessanti i contributi, che sono andati dall’Università al lavoro, dal rapporto della Germania con l’Italia (supposto e reale) ai nuovi nazionalismi e le sfide che l’immigrazione pone all’Europa. In chiusura di mattinata si è parlato di innovazione e di moneta elettronica, con la presentazione del progetto SatisPay da parte di uno dei fondatori. Spesso in quest’area politica si discute sul se e come si debba portare avanti la lotta all’evasione, tra statalismi e leve di mercato. Questa tipologia di servizi sarebbe un’alternativa al pensiero unico che vuole favorire il sistema delle carte di credito.

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Per tutta la giornata si sono susseguiti i brevi pitch di 8 minuti, con un curioso format stile talent. I partecipanti salivano su un piccolo palchetto, davanti alle due “navate” di platea della fonderia (pianta a L), dando all’intervento un effetto di “messo a giudizio”, quando forse ad un laboratorio sarebbe stata più appropriata una forma peer to peer. In ogni caso, sicuramente moderno, pop, rapido ed efficace: è stato evidente il virtuoso effetto collaterale di non consentire improduttivi lunghi monologhi e supercazzole.

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Tra satira (è stata definita la figura del “liberale militante” e si è accennato ai danni del neoliberismo) e temi seri (geopolitica e visione imprenditoriale del sistema museale italiano) il tempo è corso rapidamente.

Posto che dei vari incontri tesi a federare le varie sigle questo è stato quello dove si è percepita una maggiore condivisione di valori comuni, resta un unico dubbio: come si proseguirà?

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